Per il Bene Comune con il Comitato per la Democrazia

La Lista Civica Nazionale “Per il Bene Comune” sostiene la protesta del Comitato per la Democrazia contro lo sbarramento del 4% per le elezioni europee.

“La riforma della legge elettorale per le europee voluta dalle forze parlamentari – dichiara Monia Benini, Presidente di PBC -, è l’ennesimo tentativo di “uccidere” la nostra Costituzione già violata, maltrattata e annullata in molti dei suoi principi fondamentali. A cominciare dall’articolo uno, che riconosce ai cittadini italiani una sovranità che non hanno più.

Violazioni sono state commesse anche a danno di gruppi e movimenti territoriali che si sono opposti a decisioni discutibili del Governo, come ad esempio i “No Tav” o i “No dal Molin”, i “No Mose” o gli oppositori alle centrali Turbogas, agli inceneritori e alle centrali a carbone.

Per non parlare poi di quanti hanno voluto gridare il proprio “no” alle discariche pericolose e non a norma, quanti si ribellano al nucleare, e quanti si oppongono agli abusi delle banche e alle speculazioni dell’“alta” finanza.

Tutti questi attivisti non costituiscono come viene detto un unico grande partito del “No”, ma comitati, gruppi e associazioni che difendono il loro terrirorio e il loro pieno diritto di cittadinanza.

In questi giorni, con la riforma della legge elettorale, le forze parlamentari metteranno a segno un altro duro colpo a danno del nostro Paese, che segue quelli operati già sulla scuola e sulla magistratura.

Un colpo questa volta letale per la nostra Costituzione che, giova ripeterlo, è la legge fondamentale sulla quale è stata costruita la nostra società dal dopoguerra fino a oggi.
E’ stato deciso infatti che i cittadini italiani non sono tutti uguali e non sono sovrani. Per alcuni, infatti, la preferenza espressa alle elezioni varrà ai fini di una rappresentanza, altri invece vedranno annullato il proprio voto e non saranno rappresentati.

PDL, PD, UDC e Italia dei Valori comandando uno sbarramento del 4% anche per le elezioni europee negano di fatto partecipazione e rappresentanza nel Parlamento Europeo a tutti quei soggetti politici che tale sbarramento non possono raggiungere.

A detta loro ciò accade in nome della governabilità, perchè con troppi partiti non si avrebbe stabilità. Ma questa è una scusa che non regge, una semplice copertura per l’ennesimo colpo alla democrazia, un altro passo verso un regime condiviso.

In Parlamento, di fatto, oggi non esiste più una opposizione, di fatto non è più rappresentata la sovranità popolare di cittadini che, tra l’altro, non hanno più nemmeno risposte concrete.

Con questa riforma elettorale, un provvedimento dalla portata devastante, la democrazia verrà svilita ancora una volta.

La proposta di PBC è quella di creare un pool di costituzionalisti, legali, studiosi e cittadini volenterosi a tutela della nostra Carta Costituzionale.

Privati del diritto di voto, non vogliamo essere obbligati ad avere dei doveri rispetto a chi non ci rappresenta e non a caso oggi ci poniamo questa domanda: se non possiamo partecipare democraticamente alla vita del nostro Paese, perchè mai dovremmo pagare le tasse?”.


Ufficio Stampa PBC
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