NUCLEARE: VERBA VOLANT

Comunicato Stampa

Il parlamento europeo ha approvato una risoluzione sui problemi del clima che, nella parte relativa ad energia ed efficienza energetica, nasconde (e nemmeno “nel breve”, bensì nel “medio termine”) il via libera all’energia nucleare :
“…. sottolinea che una transizione internazionale verso un’economia a basse emissioni di carbonio porterà a considerare l’energia nucleare come un elemento importante del mix energetico nel medio termine; precisa tuttavia che la questione della sicurezza del ciclo del combustibile nucleare va affrontata in modo adeguato a livello internazionale al fine di garantire il massimo livello possibile di sicurezza.”;

Come hanno votato i 72 parlamentari eletti in Italia?

Il PDL, un po’ per incompetenza, un po’ perché “pecunia olet ”

(e in cabina di regia l’odore lo sentono benissimo), è quello che ha rilanciato il nucleare italiano, nonostante un referendum nell’87 avesse deciso il contrario, e quindi ha votato a favore.

Meno male che c’è l’opposizione a tutelarci da questa follia economica e soprattutto da questa criminale irresponsabilità verso la salute nostra e delle future generazioni di abitanti della terra, visto che le scorie restano attive per milioni di anni.

Infatti il PD, alle cui primarie tutti i tre candidati alla sua segreteria, avevano garantito la loro contrarietà al nucleare, ha ovviamente votato….a favore.

Mentre invece IDV, il cui segretario ha ufficialmente dichiarato che promuoverà un proprio referendum per annullare la decisione del Governo italiano, ha coerentemente votato….a favore; tutti, tranne l’Alfano Sonia che, risultando assente, almeno non l’ha votata, anche se, per correttezza, va detto che nessuno sa come la pensa al riguardo (nè della decisione 1: referendum contrario in Italia; né della decisione 2: voto favorevole a Brusselles).

Per la cronaca, ma anche per aggiungere un tassello al quadro del teatrino politico italiano, gli unici che non hanno votato quel testo di risoluzione sono stati la Lega e Ciriaco de Mita.

Per il Bene Comune
 
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